La mia storia

Se devo pensare al mio lavoro ricordo, tutte le mie esperienze fatte quasi sempre per istinto e nei momenti più creativi la lentezza la pace di dare qualcosa era sicuramente la voce che guidava le scelte migliori. Ho iniziato con la maglieria girando con persone di mestiere alcuni maglifici già carichi di storia e di vita dei loro proprietari. Allo stesso tempo mia madre aveva un piccolissimo negozio dove trovavi di tutto dall’abbigliamento, maglieria, alle cose per sarti che vivevano e lavoravano nei dintorni e qualsiasi cosa che potesse servire alle famiglie locali.
Orari non esistevano la disponibilità per i clienti era continua venivano a qualsiasi ora perché noi abitavamo casa bottega, si dormiva in mezzo alla merce, alle maglie ai filati.
La lana in gomitoli di una vecchia ditta artigianale TOSCANA era sempre presente nel piccolo negozio. Gli acquisti di questa filatura venivano fatti due volte all’anno e questa piccola immagine che rappresentava il filo l’ho sempre vista dalla nascita negli scaffali, ricordo questi gomitoli erano avvolti da una carta bianca che risaltava i colori e soprattutto a questa lana c’è stato sempre stato collegato nel mio immaginario i viaggi in corriera della mia nonna già magliaia e fondatrice della attività di mia madre faceva in Lucchesia Toscana per approvvigionarsi di filati subito dopo la guerra.
L’idea del viaggio da bambino mi ha sempre affascinato.
Appena presi la patente di guida a 18 anni diventai accompagnatore costante degli acquisti della piccola attività Avevo questa curiosità sin da molto giovane delle novità dei capi e prodotti e dei rapporti che si stabilivano tra noi e i fornitori sentendo sin da molto giovane il bisogno di creare qualcosa di proprio.
In questi viaggi c’era sempre anche una gioia nel cercare posti nuovi da mangiare, particolari, strani, affascinanti. E allo stesso tempo luoghi che mi facevano sognare mi raccontavo qualcosa pur essendo novità. Poi più tardi con il passare del tempo ho capito che molti posti curiosità ed emozioni mi raccontavano storie. Respiravo la vita oltre il sogno non consumavo niente vedevo lungo non avevo l’orizzonte offuscato dalla fretta. E questa vita in quei momenti la sentivo come un dono vero che provavo nel cuore e non il lusso di vivere.

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